La pratica spirituale

Uno studente in teologia diceva che la migliore versione della Bibbia era quella di sua madre, perché l’aveva vista metterla in pratica. Bisogna arrendersi di fronte all’evidenza: conosciamo solo in parte e su questa terra sarà sempre così (1 Co 13:12). La conoscenza biblica in quanto tale e per quanto bella possa essere, non edifica il credente nella fede, se non è seguita dall’esperienza pratica. Noi conosciamo di più per servire di più. Tutta la Scrittura è utile per insegnare, per convincere, per correggere, per educare alla giustizia, ma con uno scopo, un obiettivo che non è quello di conoscere tutto ciò che si deve fare, ma per farlo: affinché l’uomo di Dio sia completo e utile ad ogni opera buona (il servizio) (2 Tim. 3:16-17). Il pericolo sta nell’immagazzinare delle conoscenze bibliche senza associarle alla pratica. A cosa serve conoscere tutto sulla preghiera senza prendere un po’ di tempo per pregare? L’insegnamento biblico è indispensabile alla vita del credente, i ministeri sono indissociabili dalla Chiesa, ma sono dati per l’opera del ministero e la crescita della Chiesa (Efesini 4:12). Nutrirsi permette all’organismo di svilupparsi con uno sforzo fisico. E triste vedere alcuni cristiani sapere tutto, ad esempio, sulla lode e sono tutto salvo dei modelli e dei promotori della lode vivente. Altri dicono o lasciano intendere con le loro riflessioni che sanno come dirigere una chiesa locale (hanno un parere su tutto), ma il problema è che non sono dei modelli né dei punti di riferimento per lo sviluppo della Chiesa. Sovente, a causa dell’orgoglio di questa pseudo-conoscenza, diventano anche dei freni, o degli oppositori di ciò che non hanno mai sperimentato: per loro di conseguenza è tutto nuovo e sospetto. Da qualche parte ho letto questo: l’ultima cosa di cui il credente ha bisogno, è di andare ad uno studio biblico di più. Ne sanno già di più di quanto non mettano in pratica. Hanno bisogno piuttosto di esperienze di servizio e di evangelizzazione dove possano applicare ciò che conoscono già. “Ma egli rispose loro: «Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».” (Luca 8:21)

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