Disciplina spirituale

Le persone che sanno disciplinare la propria vita non hanno bisogno dei complimenti della
folla per tenere viva la loro sete di perfezione e di eccellenza.
Jascha Heifetz, secondo alcuni, era il più grande violinista del XX secolo, ripeteva almeno
quattro ore al giorno senza mai mancare fino alla sua morte sopravvenuta all’età di novantasette anni. Per un totale di più di centomila ore di ripetizioni, senza contare i numerosi concerti che diede durante la sua vita.
Il celebre pittore Leonardo da Vinci ricercava soprattutto di riprodurre la perfezione del
corpo umano nei suoi quadri. Passava ore e ore ad osservare semplicemente i dettagli. Un
giorno, siccome non riusciva a dipingere come voleva lui la mano del suo modello, si mise a
disegnare migliaia di schizzi di mani fino a quando si sentì in grado di terminare il suo dipinto.
Oggi ammiriamo la straordinaria perfezione della sua arte, dimenticando le migliaia di ore di lavoro che gli furono necessarie per raggiungere un tale risultato.
Abbiamo smesso di vedere la mano impegnata dell’artista, la sua concentrazione e la sua determinazione perché i nostri occhi si aggrappano solo alle immagini magnifiche delle sue tele.
È facile dimenticare che è la disciplina che tanti artisti e compositori hanno dovuto imporsi che ha permesso loro di produrre certi capolavori che oggi ammiriamo.
Il segreto è lo stesso anche in campo spirituale.
Se rispetti qualcuno per la sua maturità spirituale, stai pur certo che questa persona si è
esercitata con molta disciplina per arrivare fino lì! Non è nata con quel talento, non ha ricevuto, un certo giorno, questo dono che tu ammiri.
L’età non c’entra affatto. Non è stata promossa in quella posizione da Dio. No! Ha dovuto
pagare cara questa maturità che tu vorresti avere così, con uno schiocco di dita! Non hai
conosciuto le sue ore di combattimento, i suoi fallimenti e i suoi sforzi per rialzarsi dopo la
caduta, le sue sofferenze e il suo lungo apprendistato, per dare sempre più fiducia a Dio, le sue
lotte per disciplinare la sua vita perché aveva scoperto il valore della maturità.
Ecco perché Paolo teneva proprio ad incoraggiare Timoteo, il suo giovane pupillo: «Esercitati invece alla pietà»!

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