Di chi sei servo? (seconda parte)

Gesù venne in questo mondo per servire. Come Lui dovremmo anche noi considerare il nostro lavoro, la nostra chiesa, la nostra casa, come luoghi dove possiamo servire gli altri. È solo questione di atteggiamento: non serve nessuna laurea ad honorem per assumere il ruolo di servitore. Nota i punti seguenti:
Servire esige il saper amare tutti quelli che il mondo rifiuta o disprezza. Gesù è negli occhi di quel ragazzo dal volto triste e rotondo, dagli occhiali spessi, dai vestiti fuori moda, seduto in fondo alla tua classe. Tu, insegnante lo hai notato appena. È negli occhi della giovane impiegata dell’ufficio dove lavori anche tu. È di nuovo incinta, è stanca, di nuovo in ritardo. Nessuno sa chi sia il padre del bambino che porta, le cattive lingue insinuano che neanche lei lo sa. L’hai notata? Quando dimostri amore per queste persone, quando diventi un loro amico, stai dimostrando di amare Gesù. «In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me.» (Matteo 25:40)
Servire significa saper issare bandiera bianca! Ci piace troppo combattere! «Da dove vengono le guerre e le contese tra di voi?» chiede Giacomo «Non derivano forse dalle passioni che si agitano nelle vostre membra? Voi bramate e non avete; voi uccidete e invidiate e non potete ottenere; voi litigate e fate la guerra; non avete, perché non domandate; domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.» (Giacomo 4:1-2) I veri servitori non combattono, si sottomettono!
Servire significa fare ogni giorno qualcosa che naturalmente non ci viene proprio di fare! Buttare l’immondizia di qualcuno, cedere il vostro meritatissimo posto nel parcheggio, chiamare un caro in difficoltà. Non immaginarti solo grandi compiti!
Hélène Keller un giorno disse: “Da bambina volevo fare grandi cose finché un giorno mi resi conto che non ne ero affatto in grado. Allora decisi di compiere molti piccoli compiti. Non ti credere mai troppo importante da rifiutare di fare dei piccoli favori.” E poi, ricorda che: «la vostra fatica non è vana nel Signore.» (1 Corinzi 15:58)

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