Amarezza ereditata …

Dici di aver voltato pagina, cicatrizzato le ferite e seppellito l’amarezza, quindi pronto a ripartire in avanti. Perfetto, ma cos’hai lasciato dietro di te? Le tue affermazioni passate erano basate sui tuoi sentimenti e percezioni di allora. Oggi sei cresciuto e sei maturato spiritualmente e le tue parole riflettono la compassione che ormai desideri esprimere verso gli altri. Ma sei proprio sicuro che i tuoi propositi di ieri non hanno ferito o addirittura infettato il loro modo di vivere e di ragionare? Ti sei lasciato dietro un’eredità di amarezza? Hai perdonato a chi ti aveva fatto del male e hai deciso di cancellare il fatto, questo è da ammirare, ma come gestirai le ferite che ancora non si sono cicatrizzate che hai lasciato dietro di te? Giacomo ha scritto: «Sappiate questo, fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all’ira; perché l’ira dell’uomo non compie la giustizia di Dio.» (Giacomo 1:19-20)
L’autore della lettera agli Ebrei afferma: «… vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati». Le parole pronunciate alla leggera rischiano di provocare danni irreparabili. Dovremmo essere maggiormente consci del potenziale impatto delle nostre parole! E dovremmo fare più sforzi per rimediare alle sofferenze di quelli che abbiamo abbandonato, prigionieri di una situazione che non consideriamo più dallo stesso punto di vista. È difficile fare marcia indietro ma è necessario. Un po’ di umiltà è essenziale, se vogliamo rimediare ai danni fatti. Senza questo, come facciamo a ritrovare la comunione con Dio? Gesù ha detto: «Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare e vai prima a riconciliarti con tuo fratello, poi vieni a offrire la tua offerta.» (Matteo 5:23-24)

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