La preghiera, molto più che solo parole!

Gesù ha detto:
«Quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa.» (Matteo 6:6)
Con queste poche parole, Gesù ha completamente ribaltato l’opinione che di solito ci facciamo sulla preghiera! Secondo Lui, pregare non dovrebbe mai diventare una dimostrazione pubblica della nostra sedicente spiritualità. La natura intima di ogni comunicazione con Dio esige che siamo soli con Lui, isolati da eventuali interruzioni o distrazioni. Perché questo? Perché la preghiera è semplicemente una discussione di famiglia tra te e tuo Padre. Quando la gente dice di non saper pregare, di solito intendono dire che non sanno pregare come alcuni di noi. Non sanno come utilizzare il nostro “vocabolario di Canaan”, non parlano l’evangelichese! Gesù ha detto di non preoccuparti se non dici le parole giuste, perché «il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate.» (Matteo 6:8)
Dio ascolta il nostro cuore più delle nostre parole. Siamo dunque spontanei, non cerchiamo di analizzare come girare bene la frase! Dio non ci valuta in base al modo in cui ci esprimiamo. Fai il paragone tra la preghiera e il respiro. Respiriamo senza neanche accorgercene, senza farci caso. È la normale espressione del nostro costante bisogno di ossigeno. Come faremmo a sopravvivere senza? Ed è così che Dio vuole che comunichiamo con Lui.
Vuole che la preghiera sia l’aria che respiriamo, l’ambiente in mezzo al quale ci evolviamo. Non è meraviglioso? Grazie alla preghiera possiamo vivere in continuo contatto con Dio. Questo non dovrebbe coinvolgere in modo profondo il nostro comportamento quotidiano e migliorare la qualità della nostra vita?

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