La fede (seconda parte)

Dio ci offre ogni giorno delle occasioni di sviluppo spirituale, ma le camuffa in problemi! La vita del patriarca Giobbe ne è l’esempio migliore! Perde la sua casa, i suoi figli, le sue greggi, la salute ed ecco che si prostra a terra per adorare Dio! È un atteggiamento normale? Gli umani reagiscono così quando sono confrontati a tragedie di quest’ampiezza? Il comportamento di Giobbe non si spiega col fatto che avrebbe compreso i motivi delle sue tragedie. Infatti, egli decise di agire così indipendentemente dalle circostanze e nonostante non ci capisse nulla! Come spiegare questa reazione?
Guardò in alto! Nonostante le sofferenze, Giobbe fissò gli occhi sul Dio che gli aveva promesso di dirigere ogni suo passo. Si fidò di Dio sapendo quanto il cuore di quest’ultimo era pieno d’amore, riconoscendo che Lui solo aveva il diritto di decidere il suo destino.
Guardò al futuro. Accettò che, in fin dei conti «ogni cosa coopera al bene di coloro che amano Dio.»
Guardò in fondo a se stesso, comprendendo che Dio aveva qualcosa d’importante da insegnargli attraverso le esperienze difficili che doveva attraversare. «Ma la via che io batto egli la conosce; se mi mettesse alla prova, ne uscirei come l’oro.» (Giobbe 23:10) Così come l’argilla nelle mani del vasaio, Giobbe accetto di fidarsi di Dio.
Arrivare a queste conclusioni e adottare questo tipo di atteggiamento non fu più facile per lui che per noi oggi! La nostra natura carnale vuole sempre aggrapparsi a ciò che le è famigliare e preferisce la sicurezza di ieri all’avventura di domani. Le sorprese e le difficoltà che ci aspettano dietro l’angolo ci paralizzano dalla paura. Se non impariamo a passare oltre, rischiamo di mettere fuori circuito i piani di Dio per la nostra vita. Come reagire? «Questa battaglia non sarete voi a combatterla: presentatevi, tenetevi fermi, e vedrete la liberazione che il SIGNORE vi darà.» (2 Cronache 20:17) La liberazione è sempre il risultato della fiducia!

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