Dio prende piacere dalla tua ubbidienza

Ruth Graham ha scritto:
«Questa sera, sono seduta nella veranda, il nostro vecchio pastore tedesco è sdraiato ai miei piedi. Il tuono echeggia in lontananza. Poi si avvicina il temporale, il cane all’improvviso si alza e di precipita nel cortile, come per andargli incontro, come per ingaggiare una battaglia furiosa prima di lui. Il temporale passa senza scoppiare ed ecco che il nostro vecchio cane ritorna sotto la veranda, convinto di avergli fatto paura, di averlo tenuto a distanza! È un cane da guardia, accuratamente addestrato per la ricerca e il salvataggio in montagna. Sa anche ubbidire a ogni ordine preciso e addirittura attaccare se necessario. I suoi talenti di ricercatore e di salvatore possono rivelarsi necessari nelle montagne che ci circondano. Non m’immagino sicuramente di dovergli dare l’ordine di attaccare qualcuno! Ma un cane ben addestrato può rilevare dell’ostilità anche se dissimulata o reperire un’arma (o qualcosa che gli assomiglia). Per l’interessato è meglio non fare movimenti bruschi! L’addestramento è spesso quello che porta più gioia al padrone dell’animale. Insegnargli a fermarsi, a sedersi, a sdraiarsi, a saltare, a partire alla ricerca di qualcuno o di qualcosa, a rimanere immobile sul posto, a ritornare ai piedi del padrone, ecco che cosa forgia un legame forte tra l’addestratore e il suo cane. Un cane ubbidiente procura gioia, un cane disubbidiente invece non solo è fonte di dispiacere, ma può diventare un vero pericolo per il suo padrone. Non è forse lo stesso per i figli di Dio? Ne conosco che sembrano stati formati per attaccare! Non svelerò i loro nomi! Ne conosci sicuramente anche tu, ne sono certa, ammettiamo semplicemente che se la sbrogliano bene! Poi ci sono quelli che si sono esercitati a cercare e salvare le anime perdute. Metterei l’Esercito della Salvezza in questo gruppo. Ci sono anche quelli che sono stati formati all’ubbidienza. Penso che questo, più di ogni altra cosa, debba piacere al Signore. La semplice ubbidienza. L’ubbidienza gioiosa, voluta, incondizionata. Poter esclamare, col salmista «Dio mio, desidero fare la tua volontà, la tua legge è dentro il mio cuore», dovrebbe essere l’apice della formazione per il cristiano. Ecco quello che procura a Dio il più grande dei piaceri.”

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