La padronanza di sé

Il dominio di sé nella Bibbia è menzionato nella Bibbia come una prova che lo Spirito di Dio abita in noi (Galati 5:22-23). Vivere come ci pare, senza nessun controllo è un po’ come sopprimere i freni di una macchina. Guidare così può essere eccitante per un certo momento, ma finirai per pagar cara la tua incoscienza! Togli i freni della tua vita e questa assomiglierà in poco tempo a un missile incontrollabile diretto verso la catastrofe.
Impegnarsi a vivere una vita irreprensibile sul piano morale esige il controllo quotidiano dei nostri appetiti carnali, che chiedono solo di essere soddisfatti.
La Bibbia ci dice: «Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d’iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio; infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia. Che faremo dunque? Peccheremo forse perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? No di certo! Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia?» (Romani 6:12-16) Se permetti alla tua carne di prendere il sopravvento, essa ti trascinerà molto lontano dal tuo cammino. Il nostro corpo non è un’incarnazione del male, ma ha degli appetiti che reagiscono molto facilmente alle tentazioni che provengono dal mondo che ci circonda, tutte più interessanti le une delle altre e in gradi di soddisfare la nostra carne, per un breve lasso di tempo almeno. Un altro autore cristiano ha scritto: “La nostra vita terrestre alla fine è un lungo rosario d’istanti che si sgranano gli uni dopo gli altri. E non voglio che la mia testimonianza in quando discepoli di Gesù Cristo, sia annientato da un solo momento di debolezza in cui ho lasciato la mia carne prendere il sopravvento! Non voglio che un minuto di collera, d’orgoglio o d’indulgenza sessuale butti un velo d’ombra su una vita passata a camminare sul cammino di luce dove procede il mio Signore. Tremo di paura a quest’idea e francamente, mi rallegro di aver paura di cadere, perché il giorno in cui smetterò di averne paura, sarò a due dita dalla catastrofe!”

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