Una forma d’idolatria

Nel 2000, Craig Venter e Francis Collins hanno annunciato che avevano completato “la mappatura del genoma umano”. Venter è un noto esperto nel campo della ricerca in biologia sintetica. Quello che ha dichiarato in seguito al Wall Street Journal dovrebbe farci venire i brividi lungo la schiena. Ha affermato: “Ci dovremo abituare all’idea di essere una specie pilotata da programmi e cercare di comprendere come questo coinvolge le nostre vite. In effetti, cambiando programma potrete cambiare la specie, cambiare fondamentalmente “chi siamo”. Ora possiamo controllare la nostra evoluzione. Se vogliamo possiamo ricreare la nostra specie. Se vogliamo possiamo giocare a fare il creatore.”
Nel corso della storia gli umani hanno provato a reinventare la nostra specie. I comunisti hanno parlato della costruzione del “nuovo uomo sovietico”, una sedicente persona “disinteressata, istruita, sana e entusiasta” pronta a realizzare l’utopia descritta da Karl Marx. Il fascismo ha parlato dell’emergere di un “uomo nuovo che sarebbe stato una figura d’azione, di forza e mascolinità, libero dalla sporcizia dell’individualismo”. Entrambe le ideologie sono fallite, ma non senza procurare grandi sofferenze. Ogni tentativo di reinventare la specie umana è un atto d’incredibile orgoglio, e noi sappiamo che Satana è anche il “padre” dell’orgoglio. La nostra società aspira a controllare tutto. Senza Dio, siamo liberi di rifare il mondo come ci pare.
Ma questo, secondo Craig Gay, professore al Regent College, sta anche alla base dell’ansia che tanto fa soffrire la nostra società. Perché? Perché i nostri tentativi arroganti nel voler controllare tutto, hanno messo il peso del mondo sulle nostre spalle. E il mondo è molto più pesante di quanto abbiano immaginato i nostri avi! Siamo stati creati per regnare sulla creazione divina, nel nome di Dio. Cercare di prendere il Suo posto finisce sempre male. Non proviamo a controllare tutto nella nostra vita. Non cerchiamo di trasformare gli altri, d’influenzarli secondo le nostre preferenze. La nostra visione è troppo limitata. Prendendo il posto di Dio, anziché lasciarlo agire secondo la Sua saggezza, richiamo di soffrire e di far soffrire quelli che amiamo o che ci circondano. Dio è Onnipotente, è Colui che dopo aver terminato l’opera della Creazione ha dichiarato che «era cosa molto buona» (Genesi 1:31). Non diventiamo “idolatri” usurpando il posto che Gli spetta.

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