Rivolgiti al loro spirito! (seconda parte)

Quando Dio si rivolge a noi, lo fa spesso attraverso la bocca di altre persone. Il problema è che le nostre orecchie spirituali sono poco sviluppate e poco abituate alla Sua voce! In alcuni casi siamo, nel corso del tempo, diventati cinici e abbiamo lasciato che i dubbi c’invadessero. Che peccato! Per paura di sbagliare strada, rifiutiamo così le informazioni vitali che Dio voleva darci.
Giacobbe si svegliò una mattina, dopo un incontro con Dio la notte precedente, ed esclamò: «Certo, il SIGNORE è in questo luogo e io non lo sapevo!» (Genesi 28:16). Ci dobbiamo svegliare spiritualmente e poi sviluppare in noi il desiderio urgente di sentire la voce di Dio, di sbarazzarci di tutto quello che ingombra il nostro spirito, prendere il tempo per comprendere quello che Egli ci vuole dire e infine persuaderci che si rivolgerà a noi direttamente. Altrimenti, rimarremo prigionieri del nostro proprio modo di pensare o peggio diventeremo schiavi di quello degli altri. Stare al proprio giudizio e alla propria forza è il modo migliore per non sentire mai Dio che ci sta parlando! Finché crederai di potercela fare da solo, non farai nulla per avvicinarti a Dio. Sette volte, in due capitoli dell’Apocalisse Dio ripete: «Che colui che ha orecchie – spirituali ben sviluppate – ascolti quello che lo Spirito dice…» Finché non avrai sentito che Dio si rivolge a te, lavorerai con informazioni molto limitate e continuerai a fare errori, che talvolta costeranno cari. Ascoltare la voce di Dio deve diventare una così grande priorità nella nostra vita che adeguerai il tuo impiego del tempo in funzione di essa. Paolo ha scritto: «non conosciamo più nessuno da un punto di vista umano.» Smettiamola di ignorare le persone che Dio vuole utilizzare per parlarci, col pretesto che non sono perfette. Dio non si rivolge a te attraverso la loro carne, ma si rivolge al tuo spirito attraverso il loro spirito!

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