Le tre tappe della crescita spirituale (terza parte)

Che cosa ti rende un adulto spirituale? La conoscenza intima di Dio, semplicemente! Ma questo fa scaturire una domanda importante: come puoi essere sicuro di conoscere Dio intimamente? Prendi esempio da una coppia ben collaudata in un matrimonio riuscito: ci sono due persone che si amano e che sono diventate così affini l’una all’altra che ognuno sa cosa prova o pensa l’altro, senza neppure pronunciare una parola. Una intimità così, non si sviluppa sicuro in un paio di giorni. È il risultato di molto tempo trascorso assieme e di un impegno totale dell’uno verso l’altro! Paolo ha detto: «Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano. Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito, perché lo Spirito investiga ogni cosa, anche le profondità di Dio.» (1 Corinzi 2:9-10) Il discepolo di Cristo che ha raggiunto un certo livello di maturità spirituale vede cose che l’occhio umano non può vedere e sente cose che l’orecchio più fine non riesce a cogliere. Nutre dei pensieri e idee che non provengono da lui, perché lo Spirito di Dio che dimora in lui lo aiuta a comprendere i pensieri stessi di Dio. Che privilegio! Saprai di essere maturo spiritualmente quando Dio ti avrà fatto comprendere alcuni aspetti profondi della Sua Parola che superano largamente quello che ti hanno potuto spiegare o che hai ascoltato in questo o quel sermone. In altri termini, noi «conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio.» (1 Corinzi 2:12). Ma questo significa che dobbiamo essere abbastanza “prossimi” di Dio da poterLo sentire parlare. Un’intimità così non si acquisisce in giornata. Non è mai il risultato di un colpo di testa o di una decisione rapida. Essa deve costituire la ricerca suprema, la passione divorante della tua vita. È così?

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